UGC, questione di contenuti

sabato 22 settembre 2007 ·

Nel 2006 Repubblica.it titolava definedolo "il web venuto dal basso" fatto sta che, a distanza di circa un anno da quell'articolo e a soli due dal "riconoscimento" ufficiale, l'acronimo UGC più che una "condotta mediatica" - o se vogliamo una naturale evoluzione del nuovo mezzo - è divenuto una sorta di filosofia per chi frequenta la Rete e più o meno quotidianamente si trova ad interagire con le informazioni in essa contenute.
Come la parola stessa suggerisce, lo User Generated Content altro non è che il contributo degli internauti, in termini di partecipazione, non solo nel processo passivo di fruizione bensì nella produzione stessa dei contenuti. I blog in primis, ma anche i video (emblematico il caso youtube), le foto, i file di sharing in generale, persino alcune produzioni per così dire home-made (worldmadechannel.tv) ne sono parti costituenti.
Il risultato di questa nuova abitudine degli utenti sta lentamente modificando la percezione che le aziende hanno dei loro stessi interlocutori, tanto da costringere persino nomi del calibro di Microsoft, Google, Yahoo! a stanziare parte dei propri investimenti nella partecipazione in questo genere di attività e nella elaborazione di strategie che le supervisionino.
Uno degli ultimi esempi in ordine di apparizione è offerto da Tiscali Italia e dal gioco a premi "Mettici la faccia".

In perfetto stile UGC, è data possibilità agli utenti della Rete di diventare protagonisti del web contribuendo con la propria faccia alla realizzazione di fumetti umoristici.

Ma la vera novità sta nel fatto che, oltre all'assegnazione dei premi finali, l'operazione prevede che le vignette vincitrici diventino parte integrante di una campagna banner prevista dall'azienda stessa.

A quanto pare la frontiera dello User Generated Content non prevede confini nè registra battute d'arresto. Sempre nuove forme di comunicazione, modalità espressive e possibilità di partecipazione gravitano attorno ai fruitori del web rafforzandone, almeno sulla carta, ruolo ed importanza.
Da prendere con le pinze, a mio avviso, i commenti di quanti considerano tutto ciò esclusivamente alla luce di una tanto decantata (e ipotetica) libertà e democrazia del nuovo mezzo.

1 commenti:

andrea Bosso ha detto...
12:24 PM  

come hai gistamente taggato, questo è un advergame. Simpatico e coinvolgente. Ma UGC è un'altra cosa.

Tutto ciò che è interazione è bene, ma la generazione dei contenuti richiede uno sforzo concettuale diverso.

ciao

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