Politica e Web 2.0

lunedì 7 maggio 2007 ·

Barack ObamaIn America già l'hanno capito (barackobama.com, hillaryclinton.com). In Francia pure. In Italia siamo ancora indietro, ma a piccoli passi (vedi gli ultimi "exploit" su Web di Di Pietro) lo capiranno. I politici stanno realizzando che i metodi di persuasione politica cambiano, forse sono già cambiati, sicuramente possono essere migliorati proprio grazie a ciò che Internet, soprattutto con la sua ultima fase evolutiva del Web 2.0 e del blogging, può consentire in termini di ROI politica. Passatemi quest'ultimo termine, ma sappiamo benissimo che non siamo lontani dalla realtà. Io investo soldi (e per la politica se ne spendono tanti, un mucchio, per le campagne elettorali), io creo strutture e mi doto di strumenti, io voglio risultati quantificabili e misurabili.
Ora, grazie all'ondata dei Social Network che hanno invaso e sconvolto il panorama del Web, i politici hanno in mano uno strumento in più, che io ritengo si dimostrerà alla fine un arma a doppio taglio. Mi spiego.
Da un lato la possibilità di creare Social Network intorno a una candidatura, aumenta esponenzialmente il grado di penetrazione tra la gente e soprattutto la sua velocità. Il convincimento, la persuasione stessa dei consumatori-elettori (di questo si tratta) tra l'altro cresce, perché come sappiamo: "dimmi qualcosa e la dimenticherò, mostrami e forse ricorderò, coinvolgimi e comprenderò" (Confucio). Il coinvolgere gli elettori potenziali (consentendo loro di partecipare con la pubblicazione di video, foto, commenti, idee), fa dell'elezione una vera "esperienza collettiva", che come tale si fisserà come traccia indelebile nelle menti dei partecipanti. Questi ultimi percepiranno così l'elezione del candidato come una sorta di "lavoro di squadra" in cui si è stati protagonisti direttamente. Vorranno disperatamente la vittoria, perchè si sentono di vincere un po' anche loro.
Ma tutto ciò è una spinta fortissima verso la politica diretta, verso quella utopica "democrazia diretta" che è sempre fallita come tentativo storico ma che ora, forse come in nessun altra epoca, ha qualche possibilità maggiore di essere visibile, per lo meno percepibile. Ne siamo lontani e ho fortissimi dubbi che si realizzerà qualcosa di simile, ma il punto è questo: l'elettore coinvolto, spronato a partecipare, dotato di strumenti di collegamento e condivisione di informazione (quali sono Internet e i nuovi Social Network) è un elettore un po' più pericoloso. Si, è vero, ti dà il suo voto. Ma è anche un elettore che in qualsiasi momento, da qualsiasi luogo, inaspettatamente, può lanciare un iniziativa di "massa" contro il tuo operato. Tenerti sul filo di lana, osservarti. Le possibilità di azione, di "class action" sociale (vedi Beppe Grillo) sono sempre più evidenti.
Per questo parlo di "arma a doppio taglio" per i politici, una sorta di croce e delizia: il Web 2.0 si rivela un potentissimo strumento di marketing elettorale ma può ritorcersi contro il politico stesso in caso di mancato ottenimento degli obiettivi, di politica scarsamente condivisa con la stessa base che l'ha votato, di tradimento delle promesse elettorali.
Occhio, quindi. L'elettore vi guarda. :)

4 commenti:

Antonio Candeliere ha detto...
2:01 PM  

Condivido pienalente.
Antonio

Giovambattista Fazioli ha detto...
3:28 PM  

Giusto... pienamente d'accordo.
Talmente evidente che noi italiani, come spesso accade, ci impiegheremo una dozzina di anni prima di capirlo ;) !

Andrea ha detto...
1:47 PM  

vorrei ce ne fossero tanti altri di blog che parlano in modo così intelligente di politica ... possibile che la cultura collaborativa del web non riesca ad impregnare questo spazio così essenziale della nostra società?! Un tentativo (molto BETA 8-) lo stiamo facendo:
www.partitodemocraticoduepuntozero.net
mi piacerebbe conoscere una vostra opinione!
Grazie, Andrea

Stefano ha detto...
11:17 PM  

Riguardo al web2.0 ed alla politica volevo informarvi della nascita di BlogPolitik.it, la prima piattaforma di blog hosting gratuita dedicata alla politica.
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